La Timpa
Chiazzette
Timpa Acireale

Il 600 fu per Acireale un secolo d'oro. Tutta la città conserva intatte le forme del barocco siciliano, nelle case, nei portali lavici, nell'intreccio delle vie.
Splendidi esempi di barocco sono il palazzo della città, la Basilica di S. Sebastiano e i palazzi di via Dafnica, fino all'arte più semplice dei quartieri popolari di via Galatea e del quartiere Suffragio di Acireale.
Nonostante i gravi danni del terremoto del 1693, la città è rinata ricostruendo la splendida architettura che, ancora oggi, è possibile ammirare attraverso percorsi culturali e religiosi.
Le chiese e il Barocco
Acireale, famosa in Sicilia per i suoi cento campanili, non può che prevedere un itinerario interamente dedicato alla visita delle chiese presso le quali si trovano pregevolissimi esempi di barocco, nonché vari affreschi di Pietro Paolo Vasta, uno dei più rinomati artisti del Settecento siciliano, attivo anche in molte altre città, ma tuttora poco conosciuto ai più. Assieme al Vasta si possono ammirare le opere di molti altri pittori locali, Giacinto Platania, Alessandro Vasta, Michele Vecchio che attendono ancora una consacrazione ufficiale.

In particolare vengono proposte 7 Chiese di Acireale di notevole pregio:

Basilica Cattedrale di Maria S.S. Annunziata
Affrescata nel 1710 dai fratelli Filocamo, noti pittori messinesi e da P. Vasta nei pennacchi della cupola.

Basilica Santi apostoli Pietro e Paolo
Nota per due sculture da secoli molto venerate: il Cristo alla colonna, ed il Cristo morto che è protagonista ogni Venerdì Santo della processione che da S.S. Salvatore raggiunge la Chiesa dei S.S. Pietro e Paolo.

Basilica di S. Sebastiano
Dallo stupendo fregio con 14 allegri puttini che ne caratterizzano il prospetto, custodisce, in una teca in vetro, una rarissima copia della S. Sindone eseguita nel 1644.

Chiesa Santa Maria del Suffragio
Situata sull'antica strada della marina nel quartiere "morti" e affrescata dal P. Vasta e dal figlio Alessandro.

Chiesa di Santa Maria delle Grazie
Chiesetta molto piccola ma molto caratteristica per i suoi affreschi e personaggi del Vecchio Testamento.

Chiesa Nostra Signora del Presepe (Grotta)
In un'antichissima grotta lavica, parte integrante dell'attuale chiesetta che curiose leggende dipingevano come ricettacolo di ladri e assassini o addirittura dimora di demoni e orride bestie, fu scoperta casualmente durante un temporale dal sacerdote Mariano Valerio che, incantato dalla bellezza del luogo, pensò di allestirvi un presepe: diede perciò incarico ad artigiani locali di creare i personaggi, veri capolavori artistici lavorati in cera e legno a grandezza d'uomo poi riccamente abbigliati.

Santuario S.S. Loreto
Molto piccola e raccolta, fu costruita dal frate Giovanni Maccarone, nel 700.

Acireale, con le sue frazioni ed i dintorni, è una città anche per gli amanti delle località balneari e del bellissimo mare siciliano.

Suggestivi piccoli borghi ancora abitati da pescatori e antiche tradizioni tutte da scoprire.
Per i soggiorni settimanali nell'albergo è previsto il trasferimento giornaliero da/per il mare con ingresso al lido attrezzato di ombrelloni e lettini (a pagamento).

Santa Caterina
Suggestiva terrazza panoramica sulla riserva della Timpa. A picco sul mare apre la vista sull'incantevole golfo che spazia da Taormina a Siracusa.

Pozzillo
Caratteristico borgo di pescatori adagiato tra floridi limoneti e l'imponente scogliera lavica. Noto per le sorgenti idrominerali.

Santa Tecla
Interessante borgata marinara estesa fra agrumeti, ai piedi di un selvaggio costone di macchia mediterranea, di ulivi e mandorli.

S. M. La Scala
Affascinante borgo di pescatori, intatto nella sua originaria architettura marinara. Incantevole la passeggiata per le "chiazzette" (antico camminamento a gradoni), lungo questo percorso d'origine spagnola, si trova la "fortezza del Tocco", costruita alla fine del 500 (Vedi percorso "Chiazzette-spiaggia del Mulino - Sorgente Miuccio").

Stazzo
Ospitale paese costiero immerso fra gli agrumeti e l'alta scogliera nera di origine lavica.

Capomulini
Antico approdo greco, si sviluppa in un ampio golfo dominato dall'isola Lachea e dagli splendidi Faraglioni.

La Riserva Naturale Orientata La Timpa nasce in un territorio che si è mantenuto pressochè incontaminato, "la costa dei limoni", offrendo uno scenario di incomparabile bellezza.
La Timpa si presenta come una sovrapposizione di strati eruttivi di varie epoche: affioramenti degli antichi terreni sedimentari che si alternano con lave grigio chiaro della prima formazione e con quelle grigio scuro di epoca più recente.

Per saperne di più: www.parks.it/riserva.timpa

il borgo marinaro di S.M. La Scala
Percorso " Chiazzette-spiaggia del Mulino- Sorgente Miuccio"

livello difficoltà: medio
Un percorso attraverso l' antico cuore popolare della città. Dalla "Scala d'Aci" alla fortezza del Tocco attraverso le Chiazzette, suggestiva stradina spagnola, lungo la quale si possono ammirare aspetti tipici della vegetazione della Riserva Naturale , sino ad arrivare al piccolo borgo marinaro Santa Maria La Scala *
Svoltando a destra è possibile raggiungere la spiaggia del Mulino, dove è possibile osservare vene d'acqua dolce proprio sotto gli scogli, "le cascatelle" da cui sgorga acqua purissima, un'ottima occasione per rinfrescarsi nella spiaggetta di ciottoli molto frequentata.

* Ritorno in autobus da S. M. La Scala per Acireale (www.zappala-torrisi.it)
h: 8,10 | 9,35 | 10,35 | 11,35 | 12,35 | 13,35 | 15,40 | 17,00 | 17,40 | 19,45
(solo durante i giorni lavorativi, i biglietti possono essere acquistati sul bus)

Percorso "Acquegrandi"

passegiataLivello difficoltà: alto
Dalla Nazionale per Catania di Fronte la Chiesa di S. M. delle Grazie; imboccando il sentiero che fiancheggia la chiesetta si giunge in uno spiazzo da cui si domina l'ampio anfiteatro naturale delimitato a sinistra dalla Timpa di Don Masi e a destra dalla spiaggia di Acquegrandi.Una discesa a mare lungo una mulattiera che attraversa la scarpata con punti di dislivello accentuato. Al livello del mare si giunge su una spiaggia di grosse cocole (tipici ciottoli), ampia ed estesa per alcune centinaia di metri.

Percorso "Acque Del Ferro" - Santa Caterina

Livello difficoltà: medio
Il percorso, con l'ingresso di Santa Caterina dalle Terme Nuove, attraversa la Timpa a zig zag e consente di godere uno splendido paesaggio fino ad arrivare in una spiaggetta di scogli dove sgorga la sorgente di acqua dolce denominata appunto Acqua del Ferro per la caratteristica di lasciare sulla roccia una colorazione rossastra tipo ruggine.

limoneto
Percorso "Pietra Monaca"

Livello di difficoltà: medio alto
Ingresso da Via Gangi o Via Pennisi, si attraversa il sottopassaggio della linea ferroviaria e si raggiunge la S.S. 114.
La via Pietra Monaca è una rettilinea e ripida stradina che fiancheggia giardini coltivati a limoni.
Il toponimo Pietra Monaca si riferirebbe ad uno scoglio sul mare dove il sentiero giunge, rassomigliante appunto a una monaca distesa. Dalla battigia è possibile raggiungere la spiaggia del Mulino: lungo il tragitto si osservano le vene di acqua dolce che scorrono sotto scogli e cascatelle.

Per gli amanti della cultura e delle tradizioni Siciliane. L'Opera dei Pupi è una delle più apprezzate attrattive turistiche di Acireale ed il teatro risale al 1887. Vi si rappresenta il ciclo Carolingio e, al suo interno, l'affascinante storia dei Paladini di Francia e degli "infedeli" Musulmani. Bagliori corazze, mulinare di spade, pennacchi colorati e "mezzelune" per descrivere un secolare mondo epico-cavalleresco, attraverso il quale vibra il senso eroico della vita secondo l'animo popolare della Sicilia. Alla gente attenta e partecipe il pupo eroe si presenta fiero e racconta le sue gesta e il suo coraggio. Il primo teatro dei Pupi risale al 1870 quando Giovanni Grasso, figlio di Angelo, grande puparo catanese, venne ad Acireale. Ma colui che ha lasciato un'impronta molto profonda nella tradizione dei Pupi di Acireale fu don Mariano Pennini (1867-1934) il quale creò un teatro stabile prima in via Tono e poi in via Alessi, dove ancora oggi si trova. La passione per i Pupi, questo grande puparo la trasmise al figlio adottivo Emanuele Macrì, il quale degno erede, riusciva a trasformare ogni rappresentazione in un avvenimento scenico.